Ecco tutte le piccole differenze tecniche tra le AirPods di prima e di seconda generazione. Scopriamo se vale davvero la pena aggiornare al nuovo modello.

Le nuove AirPods di seconda generazione, nonostante siano apparentemente identiche nell’aspetto, racchiudono al loro interno una serie di piccole migliorie: un nuovo case wireless, un processore più performante, la funzione “hey siri” e una maggiore durata della batteria.

La nuova custodia Wireless

La novità più evidente è rappresentata dall’atteso e precedentemente annunciato case di ricarica wireless, già mostrato sugli schermi del WWDC nel lontano settembre del 2017 durante l’anteprima della base di ricarica Apple AirPower.
Tale custodia con ricarica ad induzione è compatibile anche con la vecchia versione delle cuffie, in tal modo chi dispone della prima generazione e vorrà approfittare della ricarica senza fili potrà acquistare il nuovo case separatamente.

Invariato quindi il design in ogni suo punto, tranne per quanto riguarda il case di ricarica wireless che mostra il led dello stato di ricarica esternamente, sulla parte frontale della custodia e non più all’interno tra gli incavi per posizionare le cuffie. La ricarica potrà essere effettuata posizionando il case su un base di ricarica compatibile con lo standard Qi oppure tramite il tradizionale cavo Lightning. Una seconda opportunità sempre valida quando si è in viaggio ed è necessario ricorrere ad una tradizionale batteria portatile, anche se di recente sono sempre più numerosi i powebank dotati di ricarica wireless.
Il vecchio case di ricarica con filo è comunque disponibile anche per le AirPods di seconda generazione nella loro configurazione base.

Chip H1

Il vecchio processore W1 lascia il posto al nuovo chip proprietario H1, realizzato anch’esso in casa da Apple. Entrambi i chip sono responsabili del processo di pairing one-tap e senza interruzioni che si attiva automaticamente quando si connettono per la prima volta AirPods e iPhone.
Oltre a garantire una connessione wireless più stabile e una maggiore durata delle batterie in fase di conversazione, il nuovo chip H1 consente agli AirPods di connettersi fino a 1,5 volte più velocemente alle chiamate e di dimezzare i tempi di connessione tra i vari dispositivi associati come iPad o Apple Watch.
Un’altra miglioria riguarda la latenza del segnale che ora è ridotta fino al 30%, il che si traduce in pratica in meno ritardi tra gli eventi visualizzati sullo schermo ed il loro relativo suono.

Hey Siri!

Come già accade da tempo con iPhone, con la seconda generazione di AirPods grazie al chip H1 possiamo rivolgerci a Siri con il comando vocale “Hey Siri”, facendo quindi a meno del doppio tap sull’auricolare.
Si tratta di una funziona decisamente molto comoda, utile sopratutto quando si è alla guida in automobile o in bicicletta, così da non dover rimuovere in nessun modo le mani dai comandi e godere di un’esperienza totalmente wireless e touchless

Stessa batteria, il doppio della durata

Sebbene le AirPods di seconda generazione dispongano di una batteria analoga al precedente modello, grazie all’elaborato chip H1 l’autonomia degli auricolari aumenta di ben il 50% in fase di conversazione. Il nuovo modello raggiunge le 3 ore di telefonate interrotte, rispetto alle due ore della generazione precedente.
Una caratteristica molto importante, sopratutto per chi utilizza questo genere di device per lavoro.
Invariato il loro comportamento durante l’ascolto della musica con 5 ore di autonomia con una sola ricarica, oltre alle 24 ore aggiuntive offerte dalla custodia

Conclusioni

In breve le AirPods di seconda generazione mostrano un design praticamente identico al precedente, le uniche differenze estetiche si possono notare solo sul case (opzionale) di ricarica wireless a causa della posizione frontale del led.
Il nuovo chip H1 offre maggiore stabilità, il richiamo vocale Hey Siri e una maggiore durata della batteria ma solo in fase di conversazione, invariata l’autonomia per l’ascolto di musica o altri contenuti.

Una serie di piccoli miglioramenti che faranno sicuramente gola ai nuovi acquirenti ma che non rendono indispensabile l’aggiornamento a chi già possiede la precedente versione.
Tra le altre cose, chi è in possesso degli auricolari di prima generazione e apprezza la comodità della ricarica ad induzione potrà acquistare separamene il nuovo case wireless.