Guerra al web gratuito: soluzioni contro gli ad block

Consigli e soluzioni per aggirare il blocco dei software ad blocker.
Con i plugin adblocking introdotti con iOS 9 che bloccano letteralmente gli sponsor, quale sarà il futuro dei siti finora gratuiti?
E’ la fine dei guadagni per gli autori dei blog? Forse no.
Facciamo il punto della situazione.

Questo sito, come tantissimi altri blog, condivide informazioni, notizie, tutorial, recensioni o semplici curiosità.
Tutto questo per semplice passione. Ma questo non significa che non ci siano dei costi da affrontare.
Perché anche le passioni hanno un costo in denaro sonante, sopratutto se si tratta di siti web.
Non è certo il mio caso, ma c’è anche chi con il proprio sito web ci sopravvive. Come? Semplicemente offrendo i propri articoli gratuitamente, grazie ai ricavi e i proventi garantiti dagli sponsor.

I banner pubblicitari sono quindi essenziali per la sopravvivenza di tali siti. Sia per riuscire a far pagare le bollette agli autori, sia per supportare le spese di hosting che in ambito professionale non sono certo di pochi spiccioli.
Che senso avrebbe altrimenti accollarsi tali spese? Tanta fatica e sudore per cosa? Vana gloria? Non si tratta di arricchirsi ma di sbarcare il lunario e mandare avanti la famiglia.
In fin dei conti se proprio determinati banner non sono di nostro interesse basta semplicemente ignorarli, no?

Con il recente rilascio di iOS 9 è stata introdotta la possibilità di installare dei pluin sottoforma di app, che interagendo con Safari, impediscono la visualizzazione di sponsor e banner pubblicitari presenti nei siti web.
Nulla di particolarmente nuovo, software simili esistono per computer desktop già da tempo e nemmeno mancano su Android browser studiati ad hoc per tali funzioni.
Il problema è che ormai gran parte del traffico internet è generato proprio dai dispositivi mobili, non a caso il 60% degli utenti di questo blog naviga proprio da iPhone.

E’ risaputo che anche se già disponibili da tempo, nel momento in cui Apple sceglie di adoperare determinate soluzioni precedentemente poco valutate, queste si ritrovino improvvisamente mainstream.
Il plugin AdBlock esiste da oltre 5 anni, eppure fino ad ora era utilizzato solo da una piccola nicchia di utenti con adeguate skill informatiche.
Ora che plugin simili sono stati introdotti nell’App Store invece, abbiamo assistito ad una loro rapidissima diffusione senza precedenti. In meno di 24 ore applicazioni “ad blocker” come Peace, Purify o Blockr sono schizzate in vetta alla classifica statunitense delle app più acquistate.

La questione è molto più delicata di quanto si possa immaginare. Infatti, dopo appena 36 ore di grande successo, Marco Arment lo sviluppatore di Peace, probabilmente toccato da rimorsi di coscienza ha deciso di ritirare la sua App dallo store, spiegando i motivi della decisione in questa lettera aperta pubblicata ieri sul suo blog.

Seppur ritenendo che gli AdBlocker siano talvolta necessari a causa dell’invadenza e dell’abuso di pubblicità che affliggono alcuni siti web, Marco non se l’è sentita di reggere sulle proprie spalle la pesante responsabilità di danneggiare i tanti autori meritevoli, che con un uso responsabile degli ads riescono faticosamente a guadagnarsi il pane.
In piena correttezza morale, ha inoltre proposto un link ad una guida su come ottenere il rimborso per l’app acquistata e suggerito alcuni software alternativi per chi invece volesse continuare su tale strada.

Achieving this much success with Peace just doesn’t feel good, which I didn’t anticipate, but probably should have. Ad blockers come with an important asterisk: while they do benefit a ton of people in major ways, they also hurt some, including many who don’t deserve the hit.

Peace required that all ads be treated the same — all-or-nothing enforcement for decisions that aren’t black and white. This approach is too blunt, and Ghostery and I have both decided that it doesn’t serve our goals or beliefs well enough. If we’re going to effect positive change overall, a more nuanced, complex approach is required than what I can bring in a simple iOS app.marco.org

Se proprio volete provare tali App, vi consiglio almeno di dare un occhiata a quelle gratuitamente offerte sullo store. Il funzionamento in pratica è davvero molto simile. C’è chi addirittura su GitHub ha rilasciato il codice open source di BlockParty, un content blocker per Safari compatibile con iOS 9 e OS X. Quindi se proprio volete negare il sostentamento a blogger e webmaster, siate equi con gli sviluppatori, provate un’applicazione gratuita!

Non vorrei farla più tragica di quanto non sia, ma la verità che è se davvero tali plugin diventassero di uso comune andremmo velocemente in contro alla fine del world wide web come lo conosciamo oggi. E non crediate che sia un cambiamento favorevole per il libero circolo delle informazioni.
Dicendo addio alle pubblicità, anche a quelle più innocue e per niente invasive per accedere alle notizie o agli orticoli saremo costretti ad sottoscrivere abbonamenti e a pagare in denaro l’accesso a siti web attualmente di libero accesso.
Che non sia proprio quella la direzione verso la quale vuole spingere Apple con la sua recente applicazione News? Guarda caso rilasciata proprio con iOS 9.
Io voglio credere e sperare che non sia e non sarà mai così.

Ad ogni modo c’è già chi si è dato da fare negando l’accesso verso determinati contenuti a chi utilizza tali blocchi contro gli sponsor, come il famoso portale di tecnologia cnet.
Di questo passo, se la maggioranza dei siti che trovano sostentamento negli ads adopereranno soluzioni simili, tali applicazioni senza scrupoli non avranno più motivo di esistere. Chi le adopererà si escluderà automaticamente dal web.
A questo punto non sarebbe più giusto che le app Ad Blocker non farebbero uso di una “black list” per scegliere quei pochi siti che fanno un uso non adeguato delle pubblicità invece di bloccare tutti di default anche se dotati di una “white list” da compilare con la grande maggioranza che fanno un uso pacato ed onesto dei banner pubblicitari?

cnet - Please disable ad block

Come bypassare gli Ad Blocker e software simili
Per tutti coloro che possiedono un blog in WordPress è già arrivato un semplice Plugin per disabilitare la visualizzazione dei propri articoli a chi blocca le pubblicità sul vostro sito. FATS: Force Adblock To Stop offre una soluzione molto simile a quella presentata da cnet.
Installando tale Plugin per wordpress potrete quindi negare la lettura completa o parziale dei vostri articoli a tutti coloro che accedono al vostro sito facendo uso di software adblocking, mostrando loro un messaggio che li invita a disabilitare tali blocchi per continuare con la lettura del sito.

FATS: Force Adblock To Stop - WordPress Plugin

Il succo della storia è questo.
Vuoi leggere gratuitamente il nostro sito? Sei il benvenuto, sei l’ospite d’onore. Ma se blocchi la visualizzazione degli sponsor non ti è consentito l’accesso ai contenuti. Ci sono delle spese da affrontare, dovresti capirlo. A te non costa nulla, per noi è tutto.

Voi cosa ne pensate? E’ la fine del web gratuito come lo conosciamo? O tali plugin alla fine cadranno in disuso?
Lasciate un commento. La vostra opinione è davvero molto apprezzata.

1 Commento

  1. Pienamente d’accordo con l’autore dell’articolo…per chi volesse approfondire..vi consiglio la visione di questo video http://youtu.be/pg5VjEgU0a0

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